Il mondo di
Robert Mapplethorpe
24.07.
- 29.08.04
|
 |
| >
Info |
|
| |
|
Il
grande e trasgressivo fotografo americano scomparso di recente,
è riuscito a creare soprattutto negli ultimi 15 anni
della sia vita, un mondo di persone e oggetti che esprimono
la sua costante ricerca della Bellezza. Il suo rigoroso bianco
e nero identifica forme che si collocano nello spazio con un'eccezionale
naturalezza. Il corpo nudo maschile è il pretesto per
una ricognizione sulla forma, sulle sue infinite possibilità.
La fotografia molto morbida sembra accarezzare la pelle dei
modelli creando degli esempi di perfezione. Lo stesso contrasto
tra il bianco e nero si arricchisce delle tonalità di
grigi che rendo la superficie dei soggetti quasi tattile.
Ma
qual è il "mondo di Robert Mapplerthorpe"?
Certamente l'indagine sul corpo maschile ha in lui uno dei migliori
esempi della fotografia mondiale, ma nello stesso tempo e sullo
stesso piano ci sono i fiori. Questi hanno una grande tradizione
non soltanto nell'arte europea, ma anche in quella americana
soprattutto per merito di Georgia O' Keefe. I lavori di Mapplerthorpe
contengono questa memoria, ma nello stesso tempo mettono maggiormente
in luce non tanto i valori tonali, quanto piuttosto la loro
sensualità. Per il fotografo bellezza e sensualità
sono sinonimi. La ricerca dell'una implica l'altra e viceversa.
Per
questo la mostra vuole evidenziare come se alla base vi è
una ricerca della forma, l'istinto fondamentale è diretto
verso un concetto di bellezza che fa parte di tutte le creature
viventi e irradia la sua energia anche sugli oggetti che ci
circondano.
E sono le forme angolari e rotonde a prevalere, così
come il rapporto tra il bianco e nero non è certo costruito
su di una rigida opposizione quanto piuttosto sulla complementarietà.
Questo è il principio che è all'origine della
fotografia di Mapplerthorpe. Tutte le forme viventi costituiscono
un tutt'uno con il mondo.
E la mostra evidenzia che su questo concetto il mondo del fotografo
americano possiede una classicità che lo avvicina alla
grande arte rinascimentale, sicuramente alla plasticità
della pittura di Michelangelo. Pur in una visione laica ma è
chiaro che dietro le fotografie in bianco e nero vi è
un totale rispetto per la vita, un'idea quasi religiosa. E tutto
vi rientra, anche le stranezze e le trasgressioni che certamente
appartenevano all'arte di Mapplerthorpe, ma che nei lavori vengono
sublimate, quasi trascese.
In
questa prospettiva si apre una visione di grande semplicità
e chiarezza. Il senso della vita è la Forma. Tutto può
essere riassorbito in questa, perché è la sola
strada verso la Bellezza. Allora in questa chiave la mostra
vuole essere un esempio di come anche nell'arte contemporanea
esistano ancora i concetti classici dell'arte. E' possibile
ancora, cambiati alcuni parametri dovuti ai tempi e alle tecniche,
avvicinare i capolavori del passato con quelli del presente.
Il ruolo della fotografia in tutto questo è molto importante
in quanto possiede un linguaggio diretto che tutti riescono
a capire.
E che l'arte, la grande arte, sia sempre portatrice di bellezza,
è qualcosa in cui bisogna continuare a credere.
All
Mapplethorpe works
© Robert Mapplethorpe Foundation,
used with permission.
|