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F come Fellin

Inaugurazione: 14 maggio 2010
Durata: 06 febbraio - 02 maggio 2010
Artista/i: Peter Fellin
a cura di: Markus Neuwirth

F come Fellin  -  Mostra in occasione dei 90’ anni dalla nascita di Peter Fellin.

06 febbraio - 02 maggio 2010

La mostra presenterà uno sguardo d’insieme rappresentativo di tutta l’opera di Peter Fellin (1920 – 1999). Verranno presentate singolarmente in una struttura ritmica fasi spesso anche disparate della sua attività artistica, che si presentano come sintomatiche per tutta l’opera di Peter Fellin.

 

I primi anni della formazione artistica di Fellin presso la scuola d’arte e di design di Graz sono influenzati da Alfred Wickenburg, Rudolf Syszkowitz e Fritz Silberbauer che lo avvicinano all’espressionismo austriaco. Già a partire dai primi lavori, realizzati tra il 1937 e 1938, Peter Fellin palesa i temi centrali del suo lavoro futuro: la riflessione sulla sua condizione di artista e l’indagine sulle fonti d’ispirazione artistica. Questi temi vengono presentati dapprima attraverso gli autoritratti e successivamente con piú distacco attraverso le focalizzazioni sulle figure del “creatore” e dello “scrittore”. La formazione accademica da Herbert Boeckl a Vienna tra il 1938 e 39 così come gli anni “mistici” quasi iconico-sacrali con le figure ridotte al minimo del dopoguerra meranese costituiscono un altro significativo momento della sua esperienza artistica.

Gli anni 1953 e 1954 segnano un punto di rottura non solo per Fellin, ma anche per tutto il suo ambiente culturale che cerca di avvicinarsi agli sviluppi artistici internazionali. Il “Manifesto Meranese” segna una agitazione generale che si manifesta in mostre collettive nazionali ed internazionali.

Il “Creatore” e lo “Scrittore” rappresentano a partire dal 1954 le prime prove della sua ricerca del riscatto dalla mimesi della natura. Attraverso il succedersi cronologico delle opere la mostra ripercorre la progressiva autodeterminazione dei semplici contorni di queste figure in indipendenti pennellate scure su uno sfondo chiaro.

La sezione più ampia è quella dedicata alla “scrittura di concetto” tra gli anni 1955 e 1963 ca., che  è incentrata sul confronto con le personalità artistiche e sul rapporto reciproco tra musica ed arte figurativa. In questa fase Fellin elabora inoltre il concetto della conquistata autonomia del segno, rappresentato nella mostra con opere anche di grande formato. Questi lavori senza soggetto possono essere ricondotti al “Manifesto della IIa Natura” del 1959.

Un’altra sezione della mostra viene poi rappresentata dal monocromo, a cui Fellin si dedica tra il 1963 e il 1977. L’artista riesce riprodurre spazi profondi attraverso delicate velature che progressivamente si svilupperanno tridimensionalmente nelle “Urformen” (le forme originarie), realizzate tra il 1980 e 1983.

Attraverso le “opere meditative” si giunge fino alle opere plastiche in particolar modo con le constatazioni („Feststellungen“).

Una sezione della mostra sarà poi dedicata alle opere di piccolo formato, a cui Fellin attribuiva grande valore collezionandole con cura. 

Su incarico della Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione Cultura Tedesca; a cura di: Prof. Dr. Markus Neuwirth;

in collaborazione con il Südtiroler Kulturinstitut (http://www.kulturinstitut.org). In occasione della mostra verrà pubblicato un ampio catalogo su Peter Fellin (Athesia - Tappeiner, febbraio 2010)

ulteriori informazioni sull’artista http://www.fellin.at/peter/

 

http://www.fellin.at/peter/

Peter Fellin, um 1990, Foto Oswald Kofler
Selbstbildnis, Aquarell auf Papier, 4 x 3,5 cm, Courtesy Maria Fellin
Beethoven, um 1957/58, Tempera auf Papier, Courtesy Heinrich Gasser

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