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Donald Baechler

Inaugurazione: 21 gennaio 2005
Durata: 22 gennaio 2005 - 03 aprile 2006
Artista/i: Donald Baechler
a cura di: Valerio Dehò

Sabato 22 gennaio 2005 la galleria kunst Meran/o arte inaugura, in presenza dell’artista Donald Baechler, la mostra “The enemies of the Rose, a cura di Valerio Dehò.

La mostra dedicata all’artista americano ripropone alcuni dei suoi temi più tipici che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. L’esclusività della mostra viene sottolineata dal fatto che la maggior parte delle opere in mostra, circa 300, é inedita e fatta appositamente per questa esposizione mentre l’allestimento è eseguito direttamente da Baechler stesso.

La selezione di queste opere è basata su un’idea di Baechler: egli vede il fiore, la rosa in particolare e per eccellenza, come simbolo di bellezza e di vita. Questa rosa però è in grave pericolo.

Le opere presentate in “The enemies of the Rose”, oltre a evidenziare la sua facilità nel disegno e la capacità di unire immagini provenienti da mondi e culture differenti, sono rappresentative per eccellenza. L’artista riesce a sintetizzare con un linguaggio semplice e immediato, dati complessi, echi diversi, memorie e distanze che sembravano insormontabili, facendo convivere l’impossibile. Ciò che ad altri riesce difficile, per lui è semplice.

La bellezza per Baechler è quindi semplicità e passa attraverso l’unificazione delle culture: quella degli adulti con quella dei bambini. La curiosità per tutto quanto viene prodotto nel mondo e attraverso la proposizione nel mondo dell’arte contemporanea della spontaneità infantile del gioco, del segno ripetuto, del collage. L’artista guarda soprattutto il mondo dei semplici, dei bambini o le figurazioni degli alienati. Le sue interminabili serie di faccine sempre diverse, contiene il principio della ripetizione differente, dell’ossessione e della liberazione della mente attraverso la mano. I volti allegri o corrucciati, stranamente elementari, vengono rappresentati dall’artista attraverso le espressioni più improbabili secondo una combinatoria legata alla psicologia delle forme, alla casualità, alla necessità di disseminare il mondo di disegni.

Il difficile sta proprio nel nascondersi dietro l’apparentemente semplice e il disegno è perfetto per esprimere quest’arte della semplicità. Naturalmente bisogna essere adulti per farlo e capirlo, ma guardare all’arte dei bambini o all’art brut, vuol dire anche proporre un pensiero sul mondo su come dovrebbe essere e non è.

Baechler sa e ha studiato arte. Per questo la sua regressione consapevole è importante. Si può dire che questa serie di lavori presentati in mostra sono la metafora dell’intero oevre di Baechler, del suo modo di lavorare e di cercare, della sua idea dell’arte, mettendo pienamente in luce il suo mondo, le sue aspirazioni ad entrare in sintonia con la realtà attraverso l’arte.

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